Conversando con…Maria Agresta

Agresta targhetta

Maria Agresta , soprano salernitano  con brillante carriera nei principali teatri italiani ed in forte ascesa anche all’estero, si avvia ridendo verso il suo camerino dopo una prova antegenerale lunghissima di Pagliacci a Salisburgo . Si dimostra  la beniamina di tutto il dipartimento trucco e parrucco del Festival di Pasqua di Salisburgo per la cordialità e l’allegria con le quali chiacchiera con tutti nel backstage, tra baci, abbracci e risate. Eppure ha appena finito di cantare per intero per la seconda volta nello stesso pomeriggio Pagliacci,  manifesto verista di Leoncavallo al suo debutto in  quasi cinquanta anni  di vita del festival austriaco. Paziente e affabile parla di sè, della crisi dell’opera e dei teatri italiani e dei suoi progetti futuri.

Come vede il ruolo di Nedda che affronta per la prima volta in questa produzione salisburghese ?

Nedda è per me una felicissima scoperta, il personaggio ha un’evoluzione nel corso dell’opera quindi mi piace sempre più. E’ molto più sottile di quanto non si creda perchè si tratta di una giovane donna sposata ad un uomo violento e possessivo, Canio, che la costringe a vivere una vita da girovaga con la sua troupe itinerante. Lei sogna tutta un’altra vita e lo esprime chiaramente quando dice a Silvio, l’uomo di cui è innamorata, “Sogno una vita d’amor calma e tranquilla” . E’ una donna che ama la libertà , ma fa tanta tenerezza quando nella sua aria si rivolge agli uccelli che rappresentano proprio quella libertà da lei sognata e ricorda la mamma.

Come si è accostata al ruolo e quanto tempo lo ha studiato?

Come sempre quando affronto un nuovo ruolo lo studio per parecchio tempo ma in più riprese. Anche in questo caso sono partita dallo spartito concentrandomi anche sulle interazioni con gli altri personaggi. Questo è il mio modo per entrare veramente nella musica e per affinare l’idea dello personaggio stesso. D’altronde nella musica c’è già tutto, molto più che nel libretto. Quindi per me è sempre uno studio che parte da lontano, perchè ho bisogno di un lungo periodo di maturazione inframmezzato da altri impegni di lavoro che in ogni caso sono sempre un ponte verso il nuovo ruolo che sto studiando.

Ha già in programma di riprendere il personaggio di Nedda?

Spero proprio di sì perchè lo amo molto e, nonostante la tragedia finale, mi fa anche tornare un po’ bambina.

Di questa produzione salisburghese cosa ne dice, come si è trovata con il regista  Philipp Stoelzl?

Devo dire che con Philipp Stoelzl mi sono trovata benissimo. Mi piace molto la sua idea di concepire una messa in scena coloratissima che poi sfocia in tragedia e sono molto contenta di poter debuttare in Pagliacci  sotto la sua regia. Insieme siamo riusciti a connotare diversamente Nedda. Contrariamente a quanto si vede di solito  in questa produzione il mio personaggio non è la solita ragazza superficiale e capricciosa e lo dimostra nella scena con Tonio.  Fino all’ultimo cerca di respingerlo con dolcezza e di resistere all’amore malato di lui, fino a quando però è costretta a ricorrere alla forza come estrema ratio.

Nedda spartito

Avendo affrontato il personaggio di Nedda ritiene che la sua voce sia un po’ cambiata?

Io penso di essere comunque un soprano lirico puro.  D’altronde spesso sono gli altri che tendono ad etichettarmi in un modo piuttosto che in un altro. Ma quando accetto un nuovo ruolo è perchè sono convinta di poterlo fare.

Eppure lei ha iniziato come mezzo soprano. Come è avvenuto il passaggio da mezzo a soprano?

La svolta è avvcenuta al Concorso del Teatro Lirico di Spoleto dove ho incontrato la Signora Kabaivanska e il Maestro Bruson che mi hanno convinto al cambio di registro. Sono molto grata ad entrambi perchè mi hanno aperto un mondo e li porto veramente nel cuore.

Non si può non parlare della crisi dei teatri d’opera in Italia. Quale idea si è fatta in merito?

Personalmente mi fa rabbia pensare che l’ eredità culturale immensa di Verdi, Puccini, Bellini, Rossini venga sprecata. L’Italia potrebbe vivere di cultura, ma sembra che a nessuno interessi promuovere e difendere una così grande ricchezza. Sento sempre dire che l’opera è morta, ma i teatri sono  pieni tanto che spesso mi si chiede di aggiungere una recita in più.

Volendo convincere uno spettatore potenziale ma scettico che non è mai entrato in un teatro , cosa gli direbbe?

Intanto lo esorterei a venire in teatro durante le prove per vedere esattamente come si lavora per montare uno spettacolo e quanto impegno c’è dietro. Sopratutto bisognerebbe portare i ragazzi ed abituarli fin da piccoli in modo da sfatare il mito che l’opera è per vecchi.

Cosa ne pensa dei nuovi mezzi di diffusione quali le trasmissioni al cinema o lo streaming degli spettacoli d’opera?

Sono assolutamente favorevole, anche perchè penso che pure i teatri più piccoli dovrebbero orientarsi verso scelte di questo tipo. Mi è capitato di parlare con spettatori entusiasti che mi hanno confessato di aver provato emozioni fortissime anche senza essere mai entrati in un teatro. E poi la televisione che è il mezzo di comunicazione prevalente dovrebbe fare uno sforzo e recuperare la sua funzione educativa dando più spazio alla cultura e quindi alla musica che è parte integrante di questa  nostra cultura.

Parliamo un po’ dei suoi impegni futuri

A maggio ritorno alla Scala per Turandot dove sarò Liù . Poi in giugno canterò per la prima volta al Teatro Massimo di Palermo nel Requiem di Verdi e  dove tornerò anche per Boheme in autunno . Nel 2016 sarò al Festival estivo di Salisburgo con il Faust ed è un progetto a cui tengo molto e poi debutterò anche al Met  nella produzione storica di Boheme.

Maria Agresta finisce così , con un sorriso mentre le luci si spengono anche nei corridoi della Grosses Festspielhaus di Salisburgo. Andiamo via insieme continuando a conversare amabilmente. Non è un caso che anche qui Maria Agresta sia così benvoluta.

 

Agresta

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4 pensieri su “Conversando con…Maria Agresta

  1. Helga

    Grazie Caterina per quest’articolo. Ho avuto il privilegio d’incontrare Maria Agresta doppo l’ultimo Pagliacci a Salisburgo e posso confermare in quanto qualità del canto, l’amabilità e gentilezza di Maria. Non vedo l’ora di riascoltarla quest’estate a Salisburgo. Maria Agresta è una cantante molto promettente!

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  2. Don jose'

    Solare e simpaticissima…..e poi ha anche i suoceri triestini:-))).

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