NESSUN DORMA e la prima volta di Jonas Kaufmann

by Caterina De Simone 20150615_223701-1E alla fine il Teatro alla Scala risuona di un tifo da stadio che scuote gli austeri velluti rossi e gli stucchi dorati. Jonas Kaufmann iperventila, chiudendo gli occhi per un lungo momento, il papillon lo ha già slacciato dopo il quarto bis, la tensione si stempera anche negli occhi del suo staff che segue il concerto dal palco reale. Il valore simbolico di questo concerto è enorme, viene dopo una presunta cancellazione di una intera produzione scaligera, “Cavalleria Rusticana”  che ha debuttato pochi giorni fa ( partecipazione per altro mai confermata dal tenore ma impunemente sventolata dalla direzione del teatro milanese) e dopo il forfait nel Requiem di Verdi per indisposizione. È anche il suo primo recital interamente dedicato a Puccini , intelligentemente programmato secondo un percorso che copre tutto l’arco compositivo del musicista lucchese e che consente a Kaufmann di scaldare la voce su arie poco conosciute dal pubblico generico da ” Le Villi”  e dall’ “Edgar”  per poi affrontare ”  Donna non vidi mai ” e “Ah non v’ avvicinate” dalla “Manon Lescaut” così come il resto del concerto con maggiore tranquillità.

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Lo strumento di cui dispone il tenore tedesco è prezioso , caricato in questa occasione di emotivita’ a fior di pelle  ben visibile, mentre il pubblico ascolta letteralmente appeso ai pianissimo, ai crescendo e al fraseggio raffinato e sempre perfettamente timbrato che fa dimenticare impercettibili ondeggiamenti. Nessun dorma , che di pavarottiana memoria ha fortunatamente null’altro se non un si naturale impeccabile , conclude il programma ufficiale e lo sguardo preoccupato di Kaufmann si scioglie in un sospiro di grande sollievo. Che meraviglioso cantante è quello che , nonostante una fama planetaria e l’incondizionato affetto di pubblico e critica, riesce ancora dopo vent’anni  e più di carriera ad emozionarsi e a temere se stesso ed i suoi limiti! I bis che regala agli spettatori presenti in teatro segnano il suo sollievo per aver superato la prova con successo e mettono in fila “Ch’ella mi creda” ,” Recondita armonia”, “Ombra di nube” cantata in un estatico raccoglimento a fior di pelle e “Non ti scordar di me”. Ma la gioia di ragazzo (ed è straordinario come la esibisca senza nascondersi)  si concreta in un quinto bis che ripete “Nessun dorma”  con un attacco notturno forse ancora più ipnotico del primo e tra versi dimenticati e ripresi con garbo e con un sorriso a voler chiedere venia al pubblico per l’errore quando già il pubblico è ai suoi piedi, in delirio come i professori dell’orchestra del Teatro alla Scala . Poco altro resta da dire di questo recital che vive delle perle e delle fragilità di Jonas Kaufmann , artista a tutto tondo che ha il pregio unico di non giocare mai a fare il superuomo dalle corde vocali simil-gomene , né il gigione che distrae il pubblico con ammiccamenti e facili effetti. L’orchestra  filarmonica della Scala esibisce i gioielli di famiglia nelle strepitose prime parti, due fra tutte la prima viola nell’intermezzo da Manon Lescaut e il primo clarinetto nell’introduzione a “E  lucevan le stelle”  da Tosca. C’è la mano discreta di Jochen Rieder sul podio  , neutra e certo non pucciniana, ma funzionale alla serata. Ma c’è sopratutto un cantante che non ha paura di rischiare e di mettersi in gioco e che “sente” Puccini come pochi altri. Chapeau!

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Categorie: Puccini, recensioni, Recital di canto, Teatro alla Scala | Tag: , | 6 commenti

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6 pensieri su “NESSUN DORMA e la prima volta di Jonas Kaufmann

  1. Adriana

    Bel pezzo , completo, senza retorica

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  2. It’s amazing how well Puccini suits him, now that is a CD i am really looking forward to! I really missed being there, i somehow always managed before to make it there for bigger milestones, like his first Tosca there 🙂 I loved the encores, almost more than the main program, i love his Fanciulla almost as much as his Cavaradossi, that is such an incredibly splendid arias, one of my very favourites! Wish i could have heard the Ombra di nube again… sigh. The Nessun dorma was beautiful, both times and i am glad he still gets emotionally involved with performing in place like La Scala, i guess it is what keeps him developing and pushing against limits 🙂

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