RIGOLETTO in balia del “branco” allo Sferisterio

by Caterina De Simone

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Si è molto scritto sul Rigoletto pulp andato in scena all’arena Sferisterio di Macerata, ma al di là degli aggettivi o degli epiteti attribuiti alla nuova produzione del capolavoro verdiano , questo Rigoletto è uno spettacolo compiuto nel quale ogni nodo della vicenda è sciolto e risolto , grazie anche ad un uso sapiente dello spazio scenico e ad un concept semplice ma rispettoso del libretto e delle intenzioni del compositore. Il genio di Verdi cosa  mette in musica ? Il degrado e la mollezza di una società malata e priva di valori nella quale vige la legge del più forte. E come  descrive tutto ciò il regista Federico Grazzini ? Mettendo in scena  un branco aggregato attorno al leader -duca di Mantova  al quale tutto è permesso, spartiacque superficiale tra i vincenti e gli sfigati come Rigoletto Gilda . Quindi ecco il luna – park dismesso come luogo di illegalità selvaggia dove si ritrovano giovanotti e signorine la cui unica regola è conformarsi ai comportamenti del leader , pena l’esclusione dal gruppo, tra telefonini , olgettine ed eccessi di ogni tipo. Il risultato è un fotogramma spietato della nostra società da Grande bellezza che  coglie in toto le intenzioni verdiane esaltando la modernità della vicenda e la grandezza della partitura.  Al di là della appartenenza alla trilogia popolare, di per sé definizione riduttiva di Traviata,  Trovatore e appunto Rigoletto,   la ricchezza e la qualità spietata di questo affresco musicale sono spesso sminuiti da allestimenti pacchiani e sovrabbondanti. 20150809_212124

Non qui a Macerata dove ancora le idee vincenti superano l’esteriorita’ di scenografie opulenti evitando ai cantanti di fare a botte per emergere dallo sfondo di tali decors. Ottima quindi la gestione delle masse, con il coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” in ottima forma, mentre l’orchestra regionale delle Marche mostra i suoi pregi nella sezione legni e  violoncelli, ma manifesta purtroppo le sue fragilità negli ottoni. Il giovane direttore Francesco Lanzillotta  governa la macchina orchestrale con un occhio di riguardo per i cantanti, pur dilatando i tempi per accompagnarli al meglio, ma mantiene un sostanziale equilibrio tra buca e palcoscenico, cosa non facile nelle esecuzioni all’aperto.  Di certo avrà modo di approfondire e limare in futuro. Vladimir Stoyanov disegna un Rigoletto sconfitto già in partenza che lotta per sopravvivere in un mondo di soprusi e sopraffazione,  e se la voce un po’ si perde nell’ enorme spazio aperto dello Sferisterio risulta omogenea nei diversi registri e oltremodo sfumata. La dizione poi è accurata, se pur non travolgente il baritono bulgaro offre nel complesso una buona prova. Accanto a lui si distingue la bella e fresca vocalità di Jessica Nuccio che nell’occasione affrontava il ruolo di Gilda per la prima volta e che ha tutte le carte in regola per fare il salto di qualità da giovane talento a grande interprete. 20150809_233008(0)-1

Celso Abelo dal canto suo ha già da tempo introiettato il personaggio del duca ed è duttilmente al servizio della regia, si muove bene sul lungo palcoscenico maceratese ed è superficiale quanto basta per tratteggiare il ruolo con sicurezza nel registro acuto, nonostante un passaggio non ineccepibile. Da ricordare anche lo Sparafucile di Gianluca Buratto , gran volume e timbro da basso profondo ben in evidenza anche in un contesto all’aperto. Musicalmente il momento piu alto dello spettacolo è stato senza dubbio il quartetto finale, concertato ed eseguito con grande precisione tra il chiosco del paninaro Sparafucile e una vecchia panchina arrugginita , elementi che rafforzavano l’idea registica di una periferia dell’anima che inghiotte infine anche Gilda. Cinquantunesima edizione del Macerata Opera Festival (MOF) che si chiude così con ampia soddisfazione di tutti, dagli organizzatori con a capo il grande mentore della manifestazione Francesco Micheli,  alle autorità locali , ma in special modo ad un  pubblico ormai fidelizzato ed abituato ad un repertorio si’ “popolare” ma condotto con intelligenza ed inventiva. 20150810_000138-1

Categorie: Festival estivi, Opera Lirica, recensioni | Tag: , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “RIGOLETTO in balia del “branco” allo Sferisterio

  1. interessante!

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    • Davvero interessante e poi il clima del dopo spettacolo nel backstage era veramente di grandissima soddisfazione. Oltre al fatto che il coro sembrava divertirsi molto durante la performance

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