Incontro con LAURA GIORDANO

by Caterina De Simone

13 Giordanoph. Franco Lannino

Laura Giordano non è più una promessa nè una speranza , ma una concreta realtà della lirica. Seria e scrupolosa professionista, affronta per la prima volta il ruolo di Pamina nel Flauto Magico riproposto al Teatro Massimo di Palermo nell’allestimento del 2001, per la regia di Roberto Andò , con le scene di Gianni Carluccio e i costumi di Nanà Cecchi. In una Palermo calda, tra una prova all’italiana ed una di regia, fresca e deliziosa nell’abitino estivo corredato da golf “salvavita” contro spifferi e correnti da palcoscenico, si avvicina rutilante e sorridente tra una prova e l’altra.

Com’è ritornare a Palermo a pochi mesi dal successo di “Le Toréador” , la rarità di Adam presentata in coppia con “Cavalleria Rusticana” lo scorso Aprile?

Canto sempre molto volentieri nella mia città, ma certo ogni volta è una grande responsabilità perchè sento di dover superare una prova . In un certo qual modo qui sono  sotto esame più che in altri luoghi. In questo caso sento meno la pressione in quanto il peso vocale dell’opera è diviso fra soprano e tenore. Essendo Paolo Fanale , il mio Tamino , palermitano anche lui l’attenzione non è tutta concentrata su di me. Tra l’altro per lui si tratta del debutto qui al Teatro Massimo.

Di certo questo teatro ha sempre avuto un ruolo importante nella tua vita personale e familiare.

E’ vero, papà infatti lavora in teatro (è direttore di sala n.d.r.) e si può dire che fin da bambina io abbia praticamente vissuto qui dentro. Di solito andavo alle prove, ma mai alle recite. Francamente non mi immaginavo cantante lirica!

Cosa ti ha fatto cambiare idea allora?

Si può dire che abbia avuto una vera e propria folgorazione! Mia madre mi aveva regalato un CD di Traviata con Renata Scotto e José Carreras e da quel momento cominciai ad ascoltarlo sempre, a leggere tutto sulla storia, sul romanzo……avevo deciso cosa volevo fare da grande! Ma non avevo mai studiato musica, meno che mai canto. Mi ricordo che mio padre mi fece fare una sorta di mini audizione dal direttore del coro del teatro , il Maestro Fogliazza, per cercare di capire se avevo delle potenzialità. Dai sedici anni in poi mi trovai catapultata a studiare canto!

Parliamo della tua Pamina, come ti sei preparata a questo debutto?

Ho studiato intensamente la parte per un mese prima di iniziare le prove, e devo dire che la difficoltà maggiore è stata per me la lingua. Non parlo tedesco e trattandosi di un Singspiel non volevo limitarmi ad imitare il suono nei dialoghi parlati. Per calarmi nel personaggio e modulare l’interpretazione ho bisogno di capire esattamente le parole che dico e che canto. Non mi basta aver solo un’idea di massima. Quindi mentre studiavo il canto  sono andata a lezione di tedesco da un’insegnante di madrelingua. Mozart tra l’altro esige una linea di canto purissima che poggia su  una tecnica ferrea. Sono necessari fiati lunghissimi lavorando sempre di cesello.

Che idea ti sei fatta delle scelte registiche di Roberto Andò? Mi pare che abbia privilegiato l’aspetto favolistico rispetto ai motivi massoni ed  esoterici . Dopo tutto sia Mozart che Schikaneder erano massoni.

Personalmente mi piace molto la simbologia fiabesca di questo Flauto Magico così come è visto da Roberto Andò , tra l’altro credo sia molto fedele alle volontà di Compositore e librettista. Ritengo che il Flauto Magico non abbia nè tempo nè luogo. Si può dire che il suo sia un non-tempo e che il suo luogo sia l’anima.

image1ph. Rosellina Garbo

Sei soddisfatta del repertorio che stai affrontando , o ti pare sia più sia legato essenzialmente al tuo personale strumento?

In questo credo di essere privilegiata. Mi trovo infatti a cantare ciò che più mi piace e che al tempo stesso è il più adatto alla mia voce. Conosco molti colleghi che magari preferirebbero fare altri ruoli , ma che devono rinunciarvi a causa della loro voce naturale.

C’è un repertorio al quale vorresti aprirti e che non hai ancora affrontato?

In effetti mi piace molto il repertorio francese, ma in Italia, a parte il solito Roméo et Juliette si fa poco. In Francia i teatri esigono cantanti madrelingua, quindi per il momento resta un sogno.

Un ruolo che vorresti cantare ma che difficilmente farai quale potrebbe essere?

Sicuramente la Leonora del Trovatore , ma ovviamente non la canterò mai. Andrei contro natura, ed essendo io una persona con i piedi ben piantati a terra ritengo di aver imparato già a fare le scelte più consone per me e per la mia vocalità.

Dopo questo Flauto Magico cosa ti aspetta?

A metà Novembre sarò a Berlino per la Betly di Donizetti alla Konzerthaus di Berlin  e poi farò una serie di concerti in Cina . Subito dopo la prima del Flauto Magico riprenderò a studiare per questo nuovo debutto. Già il 1° Novembre comincio le prove ed è per me impensabile arrivare in teatro impreparata.

Di solito come affronti un nuovo ruolo?

Ho la mia pianista di fiducia che mi accompagna e con la quale studio.

Ci sono dei direttori e colleghi  con i quali vorresti lavorare ?

Vorrei ritornare a lavorare con Riccardo Muti. E’ il direttore che più mi ha formata come artista e come cantante. Dopo cinque anni sono in crisi di astinenza! E poi vorrei collaborare ancora con Antonio Pappano con cui ho fatto Oscar nel Ballo in maschera , mi ha molto colpita. Per finire i due colleghi  con i quali   condividerei il palcoscenico  molto volentieri  sono Anna Netrebko , che io amo molto, e Piotr Beczala, entrambi artisti estremamente generosi . Chissà…..

La pausa è finita. Laura Giordano si allontana, soave e spigliata si ferma a chiacchierare con il primo corno dell’orchestra e poi con il direttore del cast  che assiste alle prove. Si muove leggera fra gli ingranaggi pachidermici dei teatri di oggi, attenta e volitiva. Un’ultima battuta finale :” Se rinascessi forsei vorrei essere tenore” . Alle mie rimostranze: “Conosci l’espressione testa di tenore ?” Laura Giordano ride di gusto e , prima di tornare in palcoscenico, conclude: “Ah sì è vero, ma ne conosco alcuni che contraddicono quel detto!”

20151020_205921

Categorie: Conversando con ..., Mozart, Opera Lirica, Teatro Massimo | Tag: , , , , , , , , , | 5 commenti

Navigazione articolo

5 pensieri su “Incontro con LAURA GIORDANO

  1. Gioiellino palermitano!

    Liked by 1 persona

  2. Ho “conosciuto” Laura su un DVD della serie “Riccardo Muti- Lezioni Concerto”, in quello , in particolare dedicato all’opera “Il Ritorno di don Calandrino” ed ho subito pensato che fosse una deliziosa persona ed una altrettanto deliziosa cantante. Sono contenta che la sua carriera stia andando così bene. Brava Laura e (come sempre) bravissima Caterina!!

    Liked by 1 persona

  3. Sopratutto una purissima Pamina!

    Mi piace

  4. paridevezzoso

    L’ha ribloggato su Laura Giordano Fansite.

    Mi piace

  5. Pingback: Laura Giordano sings Leonora | Laura Giordano Fansite

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: