MARKUS WERBA tra Papageno e Beckmesser

by Caterina De Simone

20151020_205812-2-1

Markus Werba fa parte a pieno titolo del club sempre più numeroso dei cantanti lirici volanti . Recentemente si è prodotto in un abile pendolarismo fra Berlino, dove il suo Beckmesser ha divertito un pubblico di raffinati wagneriani, e Palermo dove la sua vis comica ha soggiogato anche gli spettatori poco avvezzi al Flauto Magico rappresentato solo tre volte nei 150 anni di vita del Teatro Massimo. Ciò che colpisce nel vederlo all’opera (non solo metaforicamente) è la sua estrema capacità di entrare nel personaggio in modo diretto ed immediato, vero e proprio attore-cantante con un approccio moderno al palcoscenico. L’uomo Markus Werba si rivela poi brillante e schietto nel rapporto con l’interlocutore così che la conversazione travalica la logica domanda-risposta procedendo piuttosto in scioltezza in un reciproco scambio di idee. “Ma perchè in Italia i teatri sono così in crisi?” mi domanda , sinceramente interessato a capire cosa succeda nel nostro mondo culturale. Il capitolo Scala che lo riguarda da vicino gli fa dire “L’anno prossimo sarò a Milano per le Nozze di Figaro. Davvero devo aspettarmi fischi e buh ?” Rispondendogli che il pubblico scaligero non è cattivo , ma che è fatto anche di un manipolo di buatori di professione che godono nel disturbare lo spettacolo, lo vedo rilassarsi. Ma un vero baritono lirico oltre che mozartiano doc quale lui è  difficilmente potrà essere impensierito dagli irriducibili seriali convenuti al Piermarini. Sempre a proposito dei suoi futuri impegni milanesi mi dice ” Tornerò anche nel 2017 con Meistersinger, con Daniele Gatti sul podio e la stessa produzione salisburghese che in un primo tempo era prevista per il 2016 alla Scala , ma che approderà a Parigi prima di arrivare in Italia , e poi più avanti farò il Flauto Magico.” 

Screenshot_2015-10-30-17-24-56-1foto Rosellina Garbo

Ed è veramente singolare come Beckmesser e Papageno, due ruoli così distanti vocalmente e anche dal punto di vista interpretativo, siano stati plasmati e liberati da ogni eccesso caricaturale dal baritono austriaco,  cambiandone radicalmente l’approccio interpretativo. Gli domando “Finalmente con te abbiamo avuto un Beckmesser diverso , giovane non solo per la tua età anagrafica, non più il solito ometto precocemente invecchiato e stizzoso. A Berlino  la nuova produzione di Meistersinger con la direzione di Daniel Baremboim e la regia di Andrea Moses che accoglienza ha avuto?” L’espressione soddisfatta neglii occhi vispi precede la risposta “La cosa più entusiasmante per me e per tutti noi che abbiamo partecipato a questo progetto è vedere come dopo sei ore di spettacolo il pubblico non volesse andare via. Per ogni recita abbiamo avuto mediamente quasi mezz’ora di applausi. Ho ancora le ultime recite prima di concludere questa bella esperienza , quindi non mi pesa volare avanti e indietro tra la Germania e la Sicilia.” E il cantante lirico volante riappare serafico. Di Papageno dice che lo riprenderà a Vienna il prossimo anno e poi lo lascerà decantare per un po’.  “Ma Mozart ci vuole. E’ importante mantenere un giusto mix dei ruoli. Fa bene alla voce.” Tra gli impegni futuri c’è un ciclo di concerti con Lieder di Mahler , e poi? ” E poi sarò ancora Wolfram nel Tannhauser  e poi Onegin a Colonia.” Lo sguardo si fa serio “Sto studiando molto in questo periodo” . In questa breve frase c’è racchiuso un mondo fatto di viaggi, spostamenti, prove , ma anche concretezza e tanto studio costante oltre che scelte ponderate. Perchè il piccolo mondo della musica lirica poggia imprescindibilmente su solide basi che però non escludono né limitano la creatività degli artisti che ci vivono in questo piccolo mondo . I camerini e i corridoi del Teatro Massimo di Palermo brulicano di sarte, vestiariste, ospiti e colleghi venuti a salutare gli artisti, a Papageno viene sistemata una piuma multicolore fra i capelli, segno discreto della natura in parte umana in parte animale concepita da Mozart e da Schikaneder per il personaggio dell’Uccellatore . Markus Werba si avvia verso il palcoscenico per la seconda parte del Flauto Magico e l’indomani sarà Beckmesser  a Berlino . Il mozartiano doc che è in lui è pronto a divertire il pubblico con la sua spontaneità e simpatia anche quando  il personaggio si vela di malinconia. Ma , come tiene a ribadire prima di salutarmi,  “Mozart ha bisogno di leggerezza!”

Screenshot_2015-10-30-17-26-15foto Rosellina Garbo

Categorie: Conversando con ..., Mozart, Opera Lirica, Teatro Massimo, Wagner | Tag: , , , , , , , , , | 1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “MARKUS WERBA tra Papageno e Beckmesser

  1. Leggerezza anche nel leggerti!!!soavissimi Markus and Amneris!!!

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: